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Ludovico Einaudi: un uomo e il suo pianoforte

Tutto da ascoltare e godere questo periodo propizio e fecondo per i compositori italiani

Un successo che non accenna a diminuire, anzi, al contrario, aumenta disco dopo disco e anno dopo anno. Un suono e uno stile compositivo che ormai si sono imposti come dei veri e propri marchi di fabbrica. Un’eleganza sobria che emerge da tutto quello che fa, e contamina copertine, manifesti, artwork. Pochi artisti godono della stessa sintonia tra suono e immagine che ha Ludovico Einaudi. Sintonia che per prima ha saputo colpire l’immaginario collettivo nel 1996, anno in cui uscì quello che a tutt’oggi è ancora considerato il disco della svolta, “Le onde”, album reso ancora più celebre dall’utilizzo di alcune sue composizioni all’interno del film di Nanni Moretti “Aprile”. Prima di allora Ludovico Einaudi era stato “soltanto” un valente musicista e compositore, con alle spalle un diploma in Composizione al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e il perfezionamento degli studi sotto l’autorevole guida di uno dei padri della musica contemporanea, Luciano Berio. Da “Le onde”, album ispirato all’omonimo romanzo di Virginia Woolf, Einaudi diventa una star anche in Italia, laddove in Gran Bretagna era già da tempo personaggio di culto grazie a un suo lavoro del 1990, “Stanze”. “Le onde”, concentrato di quel suono circolare, avvolgente e minimalista che diventerà la cifra del suo stile, sarà infatti pubblicato un paio di anni dopo proprio nel Regno Unito, riscuotendo unanime consenso di pubblico e di critica.
All’uscita di fanno seguito una serie di proficue e premiate collaborazioni con il cinema, fra cui "Fuori dal Mondo" (Echo Klassik Preis) e "Luce dei miei occhi" (Italian Music Awards), di Giuseppe Piccioni, "Dr Zhivago" (Gold Word Medal New York Film Festival), di Giacomo Campiotti, "Sotto Falso Nome" (Best Filmscore Avignon Festival), di Roberto Andò, fino al più recente This is England (Music Nomination BIfa), dell’inglese Shane Meadows.

Nel 1999 Einaudi pubblica ‘Eden Roc', album con cui prosegue la ricerca sull'approfondimento della canzone strumentale iniziata precedentemente, con l'aggiunta di un quintetto d'archi e della collaborazione con il grande musicista armeno Djivan Gasparijan.

Sul finire del 2001 è tempo di ‘I Giorni', altra raccolta di brani per piano solo, sulla scia di un viaggio in Mali - terra di cantastorie e di antiche tradizioni musicali- durante il quale Einaudi incontra il maestro della kora Toumani Diabate.  In Mali ritornerà nel gennaio 2003, per partecipare alla terza edizione del ‘Festival au Désert. Questa volta a riportarlo in Africa è Ballaké Sissoko, altro mostro sacro della kora. Un brano di quella performance, ‘Chameaux', sarà inserito nel disco dal vivo 'Le Festival au Désert'. Einaudi ricambierà l'ospitalità invitando Sissoko in Italia per una serie di concerti e per registrare l’album ‘Diario Mali’.

Il 2003 è caratterizzato da puntuali 'tutto esaurito' sia in Italia che all'estero.  A cominciare dalla Gran Bretagna, dove nel frattempo esce ‘Echoes (The Einaudi Collection)', una raccolta dei suoi successi, che supererà le 100 mila copie vendute. Nello stesso anno è nel cartellone della Scala di Milano, dove registra il doppio live ‘LaScala: Concert 03 03 03', che contiene i suoi brani più popolari e anche un omaggio al rock con una versione di “Lady Jane” dei Rolling Stones.

Quando esce ‘Una mattina’, il primo album firmato con la Decca, nell’autunno del 2004, il disco schizza subito al primo posto delle charts britanniche di musica classica. Da quel momento, Einaudi inizia un tour fortunato e pressoché infinito, che lo porta in giro per l’Europa, offrendogli spunti per collaborazioni inedite e sempre più stimolanti, in bilico tra suoni classici e d'avanguardia, suggestioni etniche ed elettronica.Nel 2006, come già detto, viene pubblicato il suo ultimo album di studio, “Divenire”, mentre nel 2007 Einaudi aderisce a un progetto umanitario per la raccolta di fondi per la costruzione di pozzi d'acqua in Africa, gestito dall'Associazione Ali 2000/Onlus.

Il 2008 lo vede impegnato a suonare praticamente in tutto il mondo, affiancando alle date in Italia anche Svizzera, Belgio, Olanda, Francia, Germania, India, Stati Uniti e Giappone. Ed è proprio sull’onda di questo tour che Einaudi si esibisce nelle date che lo vedranno protagonista questa settimana, al Teatro Comunale di Modena il 28 aprile, al Politeama di Genova il 29, all’Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia – di Roma il 30 aprile e il 2 maggio al Teatro Odeon di   Molfetta (BA).
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