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Casino Royale: in giro da oltre 20 anni, col beat sempre in testa

Il ritmo come fondamento del proprio sound, sempre e comunque. Nel 1988 esordirono suonando ska in puro stile Brit bianco, poi nei primi anni ’90 furono tra i primi a cavalcare con originalità l’onda crossover di Urban Dance Squad e Red Hot Chili Peppers, per poi ammansirsi su sonorità dub e downbeat.

Nel 1987 un gruppo di musicisti milanesi dalle svariate influenze (tra cui Giuliano Palma) decide di formare una band e di darsi un nome ispirato ad un episodio della saga cinematografica di 007: Casino Royale. Partiti come gruppo fortemente influenzato da Specials e Clash, nel ’88 e nel ’90 danno alle stampe i primi tre dischi, SOUL OF SKA, JUNGLE JUBILEE e TEN GOLDEN GUNS, suonati in levare e con una sezione fiati di primissimo piano.
I primi anni novanta vedono alcuni cambiamenti nel suono della band che comincia a cantare in italiano, dando di conseguenza ai testi una rilevanza alla pari del suono. DAINAMAITA del 1993 è il primo album registrato per una major, una miscela di suoni molto differenti tra loro: rock, soul, reggae, hip hop, dub, funk. L’album spiazza e sorprende tutti.
Nel 1994 viene realizzato SEMPRE PIU’ VICINI, per la cui produzione viene coinvolto Ben Young, artigiano del suono della scuola di Bristol, che indirizza la band verso sonorità più profonde ed introspettive.
Alla fine del 1995 i Casino Royale si trasferiscono a Londra dove cominciano a comporre brani per un nuovo album che coincida con il decennale della band. Viene ingaggiato in qualità di sound engineer e co-producer Tim Holmes, già produttore dei Primal Scream e successivamente componente dei Death in Vegas. Il risultato è CRX, un disco fatto da parti melodiche, un suono solido e potente, il groove tipico dell’hip hop e sperimentazioni influenzate dalla drum’n’bass. Scelti dagli U2 per aprire i due concerti italiani del Pop Mart Tour, i Casino Royale vendono poco meno di cinquantamila copie: le reciproche aspettative tra band e label vengono disattese e i Casino Royale chiedono la scissione del contratto.
Nel periodo di assenza dal mercato la band apre una propria etichetta dal nome Royality e sviluppa un progetto parallelo, Royalize, legato a sonorità elettroniche di matrice black. Giuliano Palma, interprete vocale di molti dei brani (l’altro è Alioscia), sceglie la strada solista e il progetto Casino Royale si ferma per un lungo periodo.
Nel 2002 il gruppo (Palma escluso) si ricompatta e sposta la sua attenzione sul web, con la pubblicazione di una serie di brani scaricabili liberamente dalla rete.
Nel 2004 tornano a suonare dal vivo, proponendosi tra la primavera e l’estate con una quindicina di date in tutta Italia. Il ritrovato feeling spinge la formazione milanese a tornare al lavoro per un nuovo album e così i Casino Royale decidono di prendere contatti con una nuova etichetta. La scelta ricade sulla V2 Records, mentre come produttore viene contattato lo scozzese Howard Bernstein, meglio noto come Howie B. Dopo venti giorni di studio a Milano e quindici di mixaggio a Londra prende definitivamente forma REALE, l'ultimo album dei Casino Royale, un lavoro nel quale scompaiono i campionamenti e si ritrovano atmosfere tra soul e trip-hop cantate dalla voce di Alioscia.
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