The Cult: attraverso diversi decenni, con cambi di nome, atmosfere e soprattutto di sound, il viaggio della band inglese alla conquista delle platee del rock.
La loro carriera si snoda partendo dal suono dark dei primi anni ’80, per poi evolversi in un più solido, apprezzato e remunerativo hard-rock che tanto deve tributare a Led Zeppelin ed AC/DC…
THE CULT (1994) dedica canzoni a scomparsi personaggi come Kurt Cobain e River Phoenix e costituisce l’ultimo episodio discografico della band, che poi si scioglie per riformarsi qualche anno più tardi. Segue l’uscita di alcune raccolte, mentre i componenti si disperdono: il cantante Ian Astbury e il batterista Scott Garrett fondano gli Holy Barbarians, mentre il chitarrista Billy Duffy fonda prima i Vent (con l’ex-Wonder Stuff Miles Hunt e l’ex-Eat Pete Howard) e poi i Colorsound (con l’ex cantante degli Alarm Mike Peters). BEYOND GOOD&EVIL (etichetta Atlantic) arriva nel 2001; segue una pausa e una nuova reunion tra il 2006 e il 2007: accanto a Astbury e Duffy, unici membri originali, la nuova formazione include Mike Dimkitch alla chitarra ritmica, Chris Wyse al basso e John Tempesta (ex Testament e White Zombie) alla batteria. I Cult entrano in studio a Londra con la produzione di Youth (Verve, Primal Scream ecc). La band inglese, crea una propria etichetta, New Wilderness, ma a pubblicare l'ultimo disco, BORN INTO THIS, è la Roadrunner (gruppo Universal).
Ora tornano sui palchi italiani col "Love Live Tour", dove ripercorrono interamente l'album che li ha resi famosi.