Tony Pagoda, cantante anni ’70 di night, racchiude in sè un mondo fatto di successo, soldi, donne ed eccessi. Ma anche amarezza e stanchezza.
Quarantenne dall’irresistibile autoironia, concentra su di sè una forte nostalgia, degli anni ’70 e di un’Italia che non c’è più. Un mondo di libertà ormai scomparso.
Rude e ruvido come l’ambiente che lo circonda, il protagonista si muove fra ipocrisia e banalità ma anche saggezza popolare, che ama snocciolare lungo tutto il racconto.
“Solo la stanchezza ti porta in quella famosa stanza senza pareti, la libertà. Solo stanco di tutto puoi finalmente dire no, non vengo, non partecipo, no, no, e ancora no.
La libertà è dire sempre no.”
Tony vive tra Napoli e il mondo in continue tournée fino al Brasile dove decide di restare, per scomparire e rimanere finalmente libero.
Ma verrà richiamato, dopo vent’anni, a tornare in Italia per cantare ancora.
“Hanno tutti ragione” è l’esordio narrativo di Sorrentino, già conosciuto ai più come regista de “Il divo”, che sembra riprendere le fila di un moderno Bukowski ma dai profumi beat.
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