Giunto alla ventesima edizione l’appuntamento con Ravenna Festival offre un cartellone ricco di proposte musicali, di danza e teatrali. Filo conduttore del Festival è la preghiera, tema proposto attraverso un versetto del poeta mistico sufi del duecento Gialal al-DinRumi: “Quando ti sento arrivare il mio cuore danza, le mie braccia si aprono”. Preghiera intesa come anelito comune dell’essere umano oltre le divisioni religiose e culturali. Una dimensione spirituale che si esprime nella proposta di Rumi, In the blink of the eye, il nuovo spettacolo di teatro musicale di Bob Wilson, per la prima volta presentato in Italia (15 luglio) e dedicato proprio allo stesso poeta, che esplora il senso del divino oltre la dimensione temporale. Protagonisti del festival anche i Monaci buddhisti del Tempio Shaolin portatori della tradizionale danza guerriera nata 1500 anni fa che incontrano il coreografo e danzatore Sidi Larbi Cherkaoui. Lo spettacolo proposto (17 luglio) si intitola Sutra, preghiera appunto. La dimensione spirituale lascia poi spazio alla gioiosa vitalità del musical di successo planetario Mamma Mia! ospitato al Palaforlì dal 15 al 19 giugno. Nell’ambito della musica sinfonica Christoph von Dohnanyi dirige l’Orchestra dell’Opera di Parigi nell’Offertorio della russa Sofia Gubaidulina e nella Quinta di Cajkovskij (27 giugno), mentre Pierre Boulez con l’Orchestre de Paris interpreta la Sinfonia dei Salmi di Stravinskij e la Messa Glagolitica di Janácek (29 giugno). Il Maestro Riccardo Muti, oltre al consueto concerto con l’Orchestra e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino per le Vie dell’Amicizia (12 luglio), salirà sul podio dell’Orchestra Cherubini (28 giugno) proseguendo nel percorso mirato alla riscoperta della Scuola napoletana del Settecento con il Demofoonte di Jommelli e con la Missa Defunctorum di Paisiello. Due esponenti di spicco della tastiera come Lang Lang e Herbie Hancock si incontreranno sullo stesso palco per un concerto difficilmente classificabile (18 luglio). La danza riveste un ruolo di primo piano nel Festival con Matthew Bourne che presenta in prima italiana una rilettura del mito moderno di Dorian Gray (dal 19 al 21 giugno) ; in scena anche una delle principali compagnie della scena contemporanea statunitense, l’Hubbard Street Dance Chicago (11 luglio); da segnalare infine un grande “galà” dedicato a Maja Plisetskaja, con étoiles come Svetlana Zacharova, Natalja Osipova e Ivan Vasil’ev (4 luglio). Completano il cartellone il concerto di Gino Paoli con un sestetto da sogno guidato da Danilo Rea (26 giugno) e la voce “maledetta” di Diamanda Galas (1 luglio).
XX edizione
dal 14 giugno al 18 luglio
Ravenna, luoghi vari |