Shutter Island, tratto dall’omonimo romanzo di Dennis Lehane, scrittore statunitense considerato uno dei nuovi talenti del thriller americano, è il nuovo capolavoro cinematografico di Martin Scorsese.
Il genio del regista italo-americano e il talento di Leonardo Di Caprio, attore protagonista, si fondono ancora una volta per dar vita ad una pellicola percossa da incubi, flashback e allucinazioni. Con Shutter Island il regista rende omaggio al cinema espressionista austriaco e tedesco di Preminger e Lang, portando in sala le atmosfere di un thriller psicologico che scorre parallelamente ad una gothic novel.
Il film è ambientato nel 1954, durante la Guerra Fredda. I due agenti federali Teddy Daniels e Chuck Aule vengono inviati con un battello a Shutter Island per investigare sull'improvvisa scomparsa dell’infanticida Rachel Solando, dall'istituto mentale Ashecliffe confinato sull’isola.
Sullo sfondo di un’atmosfera cupa e imprevedibile, dove la realtà si confonde con l’incubo, psichiatri inquisitori, pazienti psicopatici e pericolosi sembrano diventare i burattinai che muovono le corde ai due poliziotti.
Durante le indagini, i sospetti si accavallano con i ricordi dell’agente Daniels, che continua ad avere visioni della moglie defunta e delle sue esperienze di guerra contro gli ufficiali nazisti. I misteri si infittiscono, diventano sempre più terrorizzanti, emergono oscuri complotti, terrificanti esperimenti medici, reparti segreti, avvenimenti inspiegabili.
La pellicola è un susseguirsi di allucinazioni, incubi, angosce e paranoie che si sovrappongono tra loro, quasi a voler completamente abbandonare ogni volontà di razionalizzare gli avvenimenti, per arrivare a una soluzione finale che sorprende inevitabilmente lo spettatore.
La sorprendente lucidità narrativa con cui Scorsese mette in scena le vicende che accadono a Aschecliffe, diventa l’inquietante rappresentazione di una atroce realtà in cui la follia diventa l’unica forma di sopravvivenza. |