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SBARCA IN ITALIA IL KOLOSSAL IN COSTUME DEL REGISTA SPAGNOLO ALEJANDRO AMENABAR.
IL FILM, AMBIENTATO NELL'ALESSANDRIA D'EGITTO DEL 391 D.C., E' STATO OGGETTO DI FORTI POLEMICHE CON IL MONDO CATTOLICO, E SEMBRAVA DESTINATO A NON ARRIVARE NEL NOSTRO PAESE
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Presentato nel corso del 2009 sia al Festival di Cannes come film fuori concorso, sia al Festival internazionale del film di Toronto, Agorà ricostruisce la vera storia di Ipazia, filosofa e matematica del IV secolo, martire della rivoluzione sociale e politica dell’epoca.
Dopo avere ottenuto critiche positive all’estero (uscito già da diversi mesi), Agorà si presenta ora in Italia come uno dei kolossal-movie più attesi della stagione.
Molti credevano non sarebbe mai stato distribuito in Italia perchè ritenuto un film “scomodo” a causa delle tematiche trattate.
In seguito a richieste presentate dal quotidiano La Stampa, e dal pubblico in rete, i diritti di distribuzione sono stati acquisiti nel febbraio 2010 dalla Mikado Film e sarà finalmente proiettato sui nostri schermi a partire da venerdì 23 aprile.
L’Alessandria d’Egitto dell’epoca è una città ricca e prospera di attività culturali e intellettuali, in cui convivono cristiani, pagani, ebrei. Nel corso degli anni, le tensioni tra i tre gruppi religiosi si acuiscono con il prevalere del gruppo cristiano appoggiato da Roma.
Il vescovo Cirillo e i monaci parabalani riescono a sconfiggere le altre forme religiose e a minare il pensiero laico sostenuto da Ipazia.
In questo contesto storico, Ipazia (interpretatata dal premio oscar Rachel Weisz), figlia del filosofo e geometra Teone, matematica, astronoma e filosofa greca, si oppone a questa lotta fratricida. Ma la sua saggezza e il suo tentativo di difendere il mondo antico non valgono a nulla.
La distruzione e l’incendio della Biblioteca d’Alessandria rappresentano il momento di rottura, dell’ascesa dei cristiani, guidati dal fanatico vescovo Cirillo di Alessandria.
Scienza e fede, difesa delle idee e sfida all’autorità religiosa: la figura di Ipazia, il suo coraggio di giovane donna che ha creduto e lottato per un mondo più libero, ritorna ai nostri giorni con quest’ultimo lavoro di Amenábar.
E dopo circa 1700 anni la sua storia è capace di scuotere le coscienze, di toccare l’animo dello spettatore riportandolo a riflettere sulla lotta tra ragione e sentimento, una lotta che accompagna da millenni la storia dell’umanità intera. |
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